LA FORZA DELLA FEDE E DELLA GRATITUDINE – COME VINCERE IL DUBBIO, L’ANSIA, LA PAURA E L’EGOISMO

[Estratto dal libro di Hermes – Il Fiore della Vita]

Presenza

La preghiera è un dialogo d’Amore. Il devoto è l’amante; l’Anima l’amato; l’unione di entrambi l’Amore, benché fra essi non ci sia differenza alcuna o idea di separazione. La preghiera tuttavia è la comunicazione che li lega, il desiderio di quell’unione.

Non serve essere colti per poter pregare. Non serve affatto la conoscenza, né la si può insegnare. A volte non servono neanche le parole, basta il silenzio. Un amato può guardare l’amata per ore, senza proferir parola alcuna, lasciando al suo cuore e ai suoi occhi il compito di messaggero. La preghiera è in uno sguardo, in un sorriso, nel silenzio contemplativo volto con l’intenzione dell’Amore. Essere colmi di gioia e traboccare di felicità sono anch’essi preghiera, benedizioni silenziose che si effondono nell’etere.

La preghiera è ringraziamento, non è tanto una richiesta. Può essere tale se fatta con motivazione altruistica, di soccorso e di aiuto. La preghiera di una madre che invoca la protezione per il figlio è un potente scudo e benedizione per quest’ultimo. Quando è fatta con fine nobile e fede, la riuscita finale sarà sempre assicurata. L’Anima tenderà sempre ad attrarre a sé il devoto; solo lei conosce quali vincoli precludono tale unione nell’immediato, tuttavia farà in modo che si metteranno in moto una serie di eventi karmici affinché possa avvenire nel giusto tempo e modo stabilito. Questa è la fede. Comprensione e accettazione della Legge del Karma, e quindi dell’Amore. Il suo fiorire dipenderà dall’esperienza diretta e non tanto da credenze cieche.

Preghiera è ringraziamento. La gratitudine abbatte le barriere dell’arroganza, per far fluire quelle dell’umiltà. L’umiltà permette la comprensione, capacità altrimenti impossibile dinanzi all’orgoglio e alla saccenteria. La gratitudine, apre le porte dell’accettazione del dolore e della morte con gioia e Saggezza. Essere grati per le piccole cose che la natura ha donato, è alla base della vera felicità, dell’osservazione e comprensione della Legge.

Il ringraziamento è per ogni esperienza, incontro ed evento, anche per quelli che recano dolore. Questi ultimi celano un grande insegnamento utile per avanzare verso la casa della Saggezza. Se non ci fosse il dolore nessuno conoscerebbe se stesso, né cercherebbe più l’anima. Esso mostra dove non cercare e cosa non essere; e quando ogni sua forma sarà dissolta e ogni vizio rimosso, l’uomo si risveglierà dal sogno della vita per contemplare la vera realtà.

Ogni malattia è il risultato dell’inibizione della vita dell’anima, e ciò vale per tutte le forme in ogni regno”. [Alice Bailey]

Il dolore è resistenza al magnetismo attrattivo dell’anima. Il dolore non sta nel cambiamento ma nella resistenza a esso. Tanto più ci allontaniamo dall’Amore, tanto più dolore e malattia si paleseranno. Il dolore va quindi ringraziato, senza di esso cammineremmo nel labirinto dell’esistenza senza una meta e un stimolo alla resurrezione. Questo non vuol essere un’invito al dolore, ma cambiare la visione e predisposizione nel viverlo, è già un processo di guarigione interiore, uno dei miracoli della fede. La vita sa di cosa abbiamo bisogno, non occorre chiedere, basta solo osservare, comprendere e ringraziare.

Sentitevi quindi liberi dal dolore, anche da quello altrui. Non cercate subito la cura in una medicina, di certo questa è importante una volta che la malattia si è manifestata, ma principalmente cercate la causa che l’ha generata. Questa ha le sue origini in un’errata visione e percezione di voi stessi, degli altri, dei fenomeni e della vita. Sciogliete ogni nodo che vi separa dal sentirvi liberi e in armonia col tutto, ri-orientate la visione, distogliete lo sguardo dall’ombra e giratevi in direzione del sole, anzi percepitevi come il sole stesso, così non ci sarà mai più oscurità attorno a voi. Trasformate quindi in armonia ogni conflitto, in sicurezza i disagi, in fede la paura, in amore l’egoismo e magicamente la sofferenza non avrà più motivo di esistere. Non cercate neanche di togliere il dolore altrui manipolando l’energia, ne di prendervelo come carico sulle vostre spalle, in questo modo non ridurrete il karma di quella persona. Così facendo gli negherete la sua esperienza che, per quanto dolorosa è utile al suo percorso, egli stesso ha attratto in quel preciso modo e momento. Volete aiutare gli altri a guarire? Aiutateteli a trovare il seme di ignoranza e di illusione annidato nella coscienza, ma per riuscire in ciò, dovrete averle prima riconosciute in voi stessi e aver trovato l’antidoto.

Tutto il mondo soffre poiché nessuno conosce se stesso. Quando vi assale un pensiero di sconforto o di ansia o di paura, dovete ricordare a voi stessi che non siete il vostro corpo, ne le vostre emozioni o i vostri pensieri. Voi siete l’essere radioso che dimora all’interno, immortale, onnisciente e onnipotente. Dovete ricordare che la vita è un gioco, un sogno da voi creato per condurvi alla realizzazione di chi voi siete veramente in essenza. Svegliatevi, poiché la sofferenza esiste solo nei sogni, non nella vera realtà. Il vostro dovere oggi è trovare questa realtà.

Dolore e piacere sono transitori; sopportate ogni dualità con calma, cercando allo stesso tempo di sottrarvi al loro dominio. L’immaginazione è la porta dalla quale entrano sia la malattia che la guarigione. Non credete alla realtà della malattia neppure quando siete malati. Un visitatore che non riceve una buona accoglienza se né andrà via in fretta!” [Sri Yukteswar]

In realtà, sono stati i tuoi stessi pensieri a farti sentire di volta in volta debole o forte. Come hai potuto constatare tu stesso, il tuo stato di salute ha corrisposto esattamente alle tue aspettative, del tuo subconscio. Il pensiero è una forza, proprio come l’elettricità o la gravità. La mente umana è una scintilla della coscienza onnipotente di Dio. Potrei dimostrarti che il potere della tua mente è in grado di far avverare qualsiasi cosa all’istante, se tu ci credessi intensamente”. [Lahiri Mahasaya]

Sarà la fede, a salvarvi nei momenti più bui in cui il dubbio o l’ansia prenderanno il sopravvento. Il discernimento e il ragionamento analitico funzionano quando la parte razionale e cosciente del cervello predomina, ma quando il subconscio prende il sopravvento ecco che si entra in un vortice incontrollato, un forte riflusso in cui la visione chiara, la certezza e la forza sembrano venire a mancare ed in questo caso soltanto la fede potrà essere l’agente liberatore.

Il potere è dentro ognuno di noi, perché in realtà non esiste nulla di esterno. In questo bellissimo gioco della vita non siamo solo i giocatori o gli spettatori ma siamo anche i creatori. Quando raggiungerete l’identificazione con l’Anima capirete di essere come disse il Cristo la “Luce del Mondo” aprirete gli occhi ad una nuova realtà molto più vera del sogno in cui state vivendo. Vi sveglierete dal dolore e dall’illusione.

Ogni dolore è una prova che cimenta la propria forza permettendoci così di scalare il monte della realizzazione. Il Cristo stesso dopo il battesimo si ritirò nel deserto (interiore) per tantissimi giorni, in quello stato di meditazione così profondo si dice che fu tentato per ben tre volte dal demonio. Quest’ultimo non è altro che l’ignoranza annidata nel proprio subconscio, la visione errata, duale e separativa che ci allontana dalla vera ricerca dell’essere e su ciò che realmente siamo. è il dubbio per eccellenza che può sfociare come egoismo o come paura, infatti ogni tentazione, nel vangelo si apre con la parola “Se”.

Tre sono le tentazioni che Cristo ma come anche ogni uomo sulla via del ritorno deve fronteggiare e vincere. La prima riguarda il piano fisico, è associata al desiderio di soldi, di sesso (inteso non soltanto come quello fisico ma come tutti rapporti fra le paia degli opposti) e di benessere fisico, in quanto tali desideri sono vissuti con un atteggiamento di egoismo e di attaccamento. Questa è ciò che in Oriente chiamano “Maya” (sul piano fisico). La seconda tentazione è inerente al piano astrale, chiamata con il nome di “annebbiamento”, riguarda la paura, l’ambizione e l’odio. Infine la terza tentazione è associata con l’orgoglio, la separatività e la crudeltà di qualunque tipo, non solo fisica ma anche intellettuale e morale, la grande illusione mentale. Insieme formano le nove teste dell’idra mitologico che Ercole all’ottava fatica dovette affrontare. Così come Ercole, anche il Cristo uccise la sua idra interiore usando lo stesso identico metodo: adoperò la forza della fede.

“Sta Scritto!”. Così il Cristo rispose ad ognuna della tre tentazioni. Sta scritto non è riferito a un detto di qualche libro, o al consiglio di qualche Maestro, ma piuttosto alla comprensione e accettazione della Legge Universale, il Karma, e di conseguenza alla conoscenza della propria natura divina.

Cristo si era identificato come anima, e anche se in quel momento fu colto dalla tentazione del subconscio (la Maya fisica, l’annebbiamento astrale e l’illusione mentale) non perse il suo centro di fede interiore; nonostante stesse vivendo quel momento tetro e buio di riflusso, che alcuni chiamano la notte dell’anima, lui non si arrese e si aggrappò alla consapevolezza di essere l’anima. Non aveva dubbi a riguardo, perché prima di quel deserto interiore né ebbe la visione al momento della nascita e anche al battesimo nel Giordano; non scese a compromessi con la personalità né cedette alla disperazione, si fece forza con questa assoluta certezza e la sua fede lo salvò.

Tutti coloro che hanno invocato con sincerità il proprio Sé Superiore o rivolto una preghiera con fervida aspirazione, hanno avuto modo di sperimentare una visione della divinità, seppur per un breve momento chiunque ha avuto una prova dell’anima. Cristo fece leva proprio su quella certezza. Nonostante lo sconforto non si fece prendere dal dubbio, sapeva chi era e si basò su quella certezza. Unì quindi la dedizione alla sua devozione e trionfò. Prima che il sole sorga la notte si fa sempre più buia, e in quella oscurità Cristo raccolse le sue forze e con un atto di fede, divenne la Luce del mondo. “Allora il diavolo lo lasciò e non lo tentò mai più”. Una volta sperimentato chi siamo realmente cade lo scenario della dualità e nulla potrà più trarci inganno. Il subconscio viene purificato dalla luce dell’Anima che fluisce nel corpo mentale e in quello astrale-emotivo, i nodi di ignoranza così creati da innumerevoli vite vengono sciolti e l’idea dei due eserciti del bene e del male vengono risolti nell’unico essere radioso: l’Anima.

Non pensate di combattere la paura o l’egoismo tentando di distruggerli, reprimendoli o scappando da loro intrattenendovi con qualche cosa o persona, in questo modo non farete altro che rinviare il problema ma di certo non lo risolverete alla radice. Presto o tardi tornerà a perseguitarvi e sarà una guerra infinita. Se provaste a tagliare la testa all’idra né ricrescerebbero due o più. Ercole sconfisse l’idra perché ascoltò il consiglio del Re Euristeo: “Noi ci eleviamo inginocchiandoci; conquistiamo arrendendoci; guadagniamo donando”.

Così egli nel momento della prova si ricordò di quel consiglio:

s’inginocchiò, afferrò l’idra con le sue nude mani e la sollevò in alto. Sospesa a mezz’aria la sua forza diminuiva. Rimanendo in ginocchio Ercole tenne l’idra al disopra della sua testa affinché l’aria purificatrice e la luce potessero avere il loro effetto. Il mostro, forte nell’oscurità e nel fango del pantano, perse subito il suo potere non appena fu investito dai raggi del sole e dal contatto del vento”.

Il fango misto di terra e acqua è simbolo di maya, dell’annebbiamento astrale e dell’illusione mentale. L’aria invece è simbolo dello Spirito.

La paura, così come anche ogni altro limite e imperfezione, non si vince soltanto sviluppando la qualità opposta, in questo caso il coraggio. Non si sradicano i semi di ignoranza con il potere e l’onnipotenza dell’Anima ma piuttosto con la sua onniscienza. Identificandoci con la propria natura divina, conosceremo noi stessi in qualità di Spirito, allora verrà dissipata ogni sorta di illusione e annebbiamento. Questa è la vera natura della fede.

..l’energia del piano astrale, quale si esprime nella vita senziente di desiderio dell’umanità, è causa dei suoi più gravi annebbiamenti, può essere dissolta, dispersa ed eliminata soltanto dall’energia superiore della mente, motivata dall’anima”. [Alice Bailey]

“..si tratta di coltivare il potere di usare la mente quale riflettore della luce dell’anima, dirigendola ai livelli dell’annebbiamento per dissiparlo. La difficoltà sta proprio nel farlo quando si è immersi nelle sue angosce e fra quegli inganni. Richiede il calmo ritrarre la mente, il pensiero e il desiderio dal mondo in cui la personalità opera abitualmente, di centrare la coscienza nel regno dell’Anima e attenderne in silenzio e con pazienza gli sviluppi, sapendo che la luce splenderà e col tempo l’illuminazione sarà inevitabile”[Alice Bailey]

La difficoltà sta nel fatto che molti non vogliono riconoscere i propri limiti ed errori, altri si lamentano di avere un problema, una qualche forma di dolore e limite, ma come un malato che non vuole prendere la medicina, al momento di dissipare l’annebbiamento preferiscono rimandare. L’umiltà e il coraggio espressi da Ercole, giocano un ruolo chiave per dissolvere l’orgoglio e la paura.

Non cedete dunque al dubbio, non scappate da esso, accettatelo! Ringraziatelo piuttosto, perché questa sarà la vostra occasione per dimostrare chi siete veramente; sarà la vostra prova che vi permetterà di comprendere una volta e per tutte che il potere è dentro di voi; che la dualità in ogni sua forma è una manifestazione dello Spirito e dato che ognuno di noi è una “scintilla della coscienza onnipotente Universale”, la dualità è una vostra manifestazione. Elevate tutti i problemi nella forza della preghiera facendo precipitare il potere onnisciente della luce dell’Anima nella mente concreta e nelle emozioni così da dissipare ogni forma di ignoranza e limite auto-creato. Rassicuratevi perché “Sta Scritto!” Il dolore non è reale; ognuno di noi è un’anima, ognuno di noi è già nato realizzato, dobbiamo solo riconoscerlo e convincerne, riprendendo così il proprio antico retaggio divino”.

La preghiera, quindi è un atto di fede e gratitudine, nonché d’Amore. Potremmo dire che sia l’Amore in azione sui piani emotivi e mentali. Ma la preghiera non è emozione né diplomazia. La devozione messa in mostra davanti agli altri diverrebbe emotiva, facendo cessare di esistere il vero contatto interiore; va quindi interiorizzata. L’essere troppo formali, invece annienta il fanciullo che è in noi. Per pregare non servono parole imparate a memoria, nemmeno un cerimoniale pomposo, volto troppo alla sua esaltazione esteriore, ciò farebbe perdere il senso del suo significato interiore. Sentimento e ragione devono procedere insieme, ispirandosi a vicenda, in quanto il primo senza il secondo è cieco e la ragione senza il sentimento è arida.

La preghiera è il filo del tessuto dell’aspirazione, che rivelerà la trama dell’Amore. L’aspirazione innesca una reazione nell’etere tale da far precipitare l’oggetto desiderato. L’aspirazione è desiderio; e può essere il mezzo di liberazione quando ardente è orientato alla ricerca del Sé.

Gli studenti devono liberarsi dall’idea stolta ed errata che l’aspirazione non sia che un atteggiamento emotivo. Non è così. È un processo scientifico, che regge l’evoluzione stessa. Quando sia seguito debitamente e gli sia data libertà d’azione, è il metodo per eccellenza per “elevare al cielo” l’aspetto materia, ossia tutta la personalità”. [Alice Bailey]

Essa, infatti è la forza attrattiva che agisce in ogni dimensione affinché l’io divenga l’Io, il non-sé il Sé Superiore, così da dimorare nell’Essere Spirituale. Sarà l’aspirazione a permettere l’elevazione dell’aspetto materia al cielo, dissolvendo la maya fisica, trasformando le tentazioni, o forse meglio definirle come le energie che tendono a spingere l’uomo verso la materia densa e grossolana, in desiderio del divino e in energie pure ed elevate. Sarà così l’aspirazione a ripristinare le giuste correnti energetiche nel corpo permettendo il loro libero flusso e la buona salute del sistema nervoso ed endocrino. La disciplina e il giusto ritmo qui giocano un ruolo chiave. Sarà la fede e la capacità di usare “la mente quale riflettore della luce dell’anima” a salvarvi dall’annebbiamento astrale, quando la paura, il dubbio e la bramosia prenderanno il sopravvento. Quando la mente sarà perfettamente allineata all’Anima e farà da ponte collegandola al cervello fisico la visione diverrà chiara e illuminata. Infine l’intuizione dell’Anima vi salverà dall’illusione mentale di odio, critica, invidia, orgoglio, crudeltà e di qualunque idea separativa e duale seppur velata da buone e nobili intenzioni, permettendo di vedere soltanto il giusto, il vero, l’Uno, giungendo così all’unione. Invocate quindi la luce dell’anima ed evocherete la sua risposta.

 

Buddha

Il Seguente articolo è tratto dal libro di Hermes: “Il Fiore della Vita”.

STORIA ZEN SULL’ILLUSIONE DELLA PAURA

PauraIn un antico monastero cinese, c’era un monaco, che ogni volta che si ritirava in meditazione, vedeva un lupo inferocito che lo inseguiva. Egli non riusciva più a meditare a causa di questa visione. Aveva iniziato anche ad aver paura a prendere sonno la sera, perché ogni volta che chiudeva gli occhi era assalito da quell’animale così reale ai sensi. Così un giorno andò dal suo maestro per chiedergli consiglio, e disse: “Maestro adorato, aiutatemi. Un lupo inferocito mi perseguita. Ho molta paura, non riesco più a meditare e neanche a dormire. Cosa devo fare? Il Maestro rispose: “Tieni questo pennarello, quando vedrai il lupo disegnagli una bella croce sul petto e vedrai che scomparirà”. Il discepolo era un po’ ditubante, ma era anche molto fiducioso nel suo venerato maestro, così si mise subito a meditare con in mano il pennarello. Quando chiuse gli occhi, dopo pochi attimi, il lupo apparve. Preso da grande forza e volontà nel vincere quella paura, quando il lupo gli saltò di sopra, prese il pennarello e fece una bella croce nel suo petto e il lupo, improvvisamente scomparve. Preso da grande gioia, il giovane monaco, andò dal suo maestro per raccontargli della buona riuscita e disse: “Maestro, avevate ragione, quando ho fatto una croce sul lupo, improvvisamente scomparve. Ho vinto la mia paura, di questo ve ne sono grato, ma vi prego, spiegatemi cosa è accaduto al lupo?”. Il maestro sorridendo gli disse: “Hai visto il tuo petto?”. Il discepolo, così, si chinò gli occhi sul suo corpo e vide che era segnato da una croce, la stessa fatta un attimo prima al lupo. Così egli capì che in realtà le paure e le preoccupazioni  sono  solo frutto dei suoi pensieri ma e realtà concrete.

Porgo una domanda al lettore: “Quante delle torturanti ore vissute si riferivano a fatti reali ed eventi tangibili e quante soltanto a presentimenti illusori, dubbi e apprensioni basate su ciò che non è mai accaduto?

 

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I falsi Guru, le false esperienze di Samadhi e Kundalini e le false canalizzazioni

Gatto e la volpe

Oggigiorno sempre più diffuse sono le persone che dicono di essere in contatto con Maestri realizzati e/o extraterrestri con il fenomeno ormai noto del channeling o canalizzazione; altri dicono di aver già risvegliato il fuoco Kundalini ed essere entrati nel sublime stato di beatitudine chiamato Samadhi; altri ancora invece sentendosi già realizzati si proclamano come delle guide spirituali o incarnazioni di esseri divini o stellari. Naturalmente agli occhi di chi realmente non conosce, non sapendo discernere tra il vero e il falso, questi fenomeni appaiono reali credendo, così a tutte la fandonie raccontate.

E’ un fatto ormai noto, nella storia sia passata che contemporanea, che molte persone, in qualunque settore della vita operino, tendono ad approfittarsi delle debolezze altrui per soddisfare le proprie brame personali. Nel campo spirituale, un tempo la Chiesa vendeva le indulgenze, oggi tramontata l’idea del peccato, in questa nuova era di apparente risveglio, è sorta invece l’idea dell’IO SONO. Una filosofia “sacra” volta a condurre all’identificazione con il Sé superiore e con il Tutto, ridotta invece all’esaltazione della personalità, delle proprie esperienze, contatti o visioni e del proprio status “spirituale” di realizzazione.

Ma come mai tutto ciò?

I casi possono essere i più svariati, innanzitutto ogni periodo storico ha la propria tendenza e moda, in questo attuale il tema principale è la spiritualità. Essa è un terreno fertile e non ancora dimostrabile scientificamente, dove ognuno può dire la “propria” senza che sia contraddetto con prove schiaccianti dichiaranti il contrario. Un buon oratore che abbia anche una conoscenza adeguata, sa sicuramente come conquistare il suo pubblico ed essendo che oggi gran parte dell’umanità è polarizzata sul piano emotivo, risvegliare gli ideali e il desiderio è la strada vincente a tale scopo. Oggi tantissime persone sono insoddisfatte della vita, depresse, annoiate, sempre alla ricerca di qualcosa che gli stravolga la vita e che li faccia sentire libere e complete, i “falsi guru” a tal proposito fanno leva proprio su queste emozioni accendendo il desiderio di illuminazione o semplicemente di pace, serenità e benessere, spingendo così le persone a credere alle loro parole. Come dei lupi travestiti da agnellini mascherano bene il loro vero volto.

L’uomo cerca sempre qualcosa su cui aggrapparsi e considerando che, in questo attuale periodo di consumismo, sta trovando insoddisfacente gran parte della materialità che offre la vita fisica è passato ad attaccarsi ai fenomeni astrali e ad altre persone ritenute illuminate, così da potersi garantire l’entrata in “paradiso” oggi chiamato col nome di “nirvana”.

Ma cosa ci guadagnano queste persone che si sentono dei leader nel campo spirituale? 

Molto spesso in realtà l’unico guadagno che vogliono è quello di farsi un nome, di essere famosi ed avere dei seguaci. Altri cercano di farsi pubblicità per spingere poi alla vendita di qualche prodotto o servizio. Ma in entrambi i casi è sempre la brama di potere a muovere la persona, che poi sia di carattere intellettuale, emotiva o fisica, poco importa. 

Esistono poi altri casi di persone che credono realmente nelle loro esperienze (anche se non realmente effettive), spinte così in apparenza da un movente altruistico e di servizio. In quest’ultimo caso anche se l’intento può essere positivo il risultato di solito non è lo è mai. Ingannate dal piano astrale in realtà tali persone non godono di una vera spiritualità, in quanto non posseggono nè l’onniscienza, né la saggezza, né comunque un vero contatto con il divino, tale da aiutare se stessi o gli altri. Quest’ultimo è uno stato non riconosciuto neanche dalla persona illusa, ma comunque non giustificabile a tal proposito. 

In tutti questi casi, come disse il Cristo, sono “dei ciechi che guidano altri ciechi” ed il risultato non è di certo cambiato negli ultimi duemila anni, finiranno infatti “entrambi nella fossa”. Alla fine, quindi chi ci rimette realmente sono le migliaia di persone che credendo a questi impostori e ad ogni loro minima parola, sprofondando sempre più nell’ignoranza e nell’illusione, non giungendo così a quell’espansione di coscienza della buddhità o della mente illuminata, tanto ricercata. 

Lasciatemi dire, per esperienza personale, che la maggior parte di coloro che crede di poter canalizzare insegnamenti o di innalzarsi il fuoco kundalini, è spesso preda di allucinazioni di vario genere, ma non di quello che realmente affermano. Avvolte cadono vittima del subconscio; altri di aspirazioni e desideri repressi che vengano dall’attuale vita o da quella precedente; altri ancora da ambizioni della personalità stessa; da un contatto telepatico con altri uomini o da anime disincarnate  non più evolute di loro e spesso di grado ancora inferiore. Generalmente i discepoli polarizzati sul piano mentale superiore o su quello animico, non usano i metodi di comunicazione del piano astrale come la penna e la tavoletta, la scrittura automatica, la voce diretta e la trance. Questi non sono indice di vero progresso spirituale, ne di saggezza, ne della volontà dell’anima e la mente del medium o di chi canalizza  purtroppo è accecata da questa realtà falsata e corrotta, spesso non riconosciuta come tale.

La vera canalizzazione esiste, questo lo devo anche sottolineare, e molti nella storia ne sono stati un esempio genuino. Ma un vero maestro o un iniziato ai misteri non si proclama mai tale, ne dice di essere in contatto con forze soprannaturali a meno che nel bisogno del momento non sia mosso dalla pura volontà dell’anima. Il pericolo sarebbe quello di innescare attrazione per i fenomeni occulti nelle persone, distraendoli dalla vera ricerca del Sé e della verità, che si trova al di là del mondo fenomenico e della relatività. Molti discepoli lavorano in modo anonimo proprio per evitare anche l’attaccamento nei confronti di chi canalizza o nella personalità di un Maestro. 

Oggi giorno, molti auto-definitisi servitori del risveglio sono bravi con le parole, ma chi realmente è capace di conformarle alle azioni nel quotidiano e nei pensieri? 

Il Cristo stesso duemila anni or sono disse: “Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto”. (Matteo: 24, 11)

I Mastri e gli iniziati si riconoscono principalmente per il loro esempio di vita, per il servizio reso al mondo e per l’amore incondizionato che compiono e manifestano sulla Terra in modo impersonale e distaccato.

Sul tema della kundalini, altro fenomeno molto ambito, c’è molta confusione in materia specialmente sul suo risveglio ed effetti. Essa sarà attivata solo quando l’anima avrà raggiunto un completo “dominio” sulla personalità in modo che ogni idea di separazione sia rimossa. Inoltre sono i centri eterici o chakra già risvegliati, espansi e roteanti ad una tale velocità che permettono l’elevazione del fuoco, non il contrario. Ricordo inoltre che i chakra non si attivano con la semplice meditazione, altrimenti l’espansione sarebbe solo momentanea, essi rispondono alla propria consapevolezza e virtù acquisite. Kundalini quindi è il processo culmine che avviene dopo tantissime espansione di coscienza, le quali hanno portato l’uomo ad essere realmente un’anima incarnata in Terra, come lo fu il Cristo in Galilea e il Buddha in India. E’ veramente difficile risvegliarla e può essere attivata solo con un fortissimo atto di volontà. Quando invece avviene  prematuramente i pericoli sono tantissimi:

“..Se un uomo, col potere della volontà o per lo sviluppo eccessivo del lato mentale del suo carattere acquistasse il potere di fondere questi fuochi della materia e di farli salire, correrebbe il pericolo dell’ossessione, della pazzia, della morte fisica, o di terribili menomazioni in qualche parte del corpo, come pure correrebbe il rischio di uno sviluppo eccessivo dell’impulso sessuale, a causa dell’invio della forza verso l’alto in modo non equilibrato, o a causa della deviazione della radiazione verso centri indesiderabili”. (Alice Bailey – “Trattato del Fuoco Cosmico” – Il libraio delle stelle).

Ma come riconoscere quando questi fenomeni nelle persone sono avvenuti realmente o sono semplicemente vittime della loro personalità egoista ed illusa?

Il primo metodo è quello di osservare il loro comportamento quotidiano e non tanto le parole che professano. Osservando il loro modo di reagire nelle situazioni più difficili e drammatiche. Osservando se l’amore di cui tanto si vantano è conforme alle azioni pratiche e volto in modo impersonale ed altruistico senza distinzione alcuna basta sul piacere o non piacere, simpatia o antipatia. Osservando quindi il loro potere di discernere e se l’impulso che li muove all’azione sia dettato dalla personalità ancora egoista ed egocentrica, volto all’esaltazione di se e dell’esperienze personali e spirituali oppure da quello animico. 

Ricordate: i discepoli sono così occupati a parlare dell’insegnamento sulla verità che non hanno ne tempo ne voglia di parlare di se stessi. Realizzandosi dunque come anima, chi realmente compie l’esperienza? 

Si dice che le esperienze spirituali più profonde e più intime non dovrebbero mai essere riferite. È fondamentalmente vero, e non c’è ricercatore autentico che sia minimamente interessato a discuterne. Più profonda e più vitale è l’esperienza e minore è la tentazione di parlarne. Solo i principianti alle prese con un avvenimento teorico, immaginario, ne rivendicano l’esperienza”. (Alice Bailey – “Autobiografia incompiuta” – Il libraio delle stelle). 

Il primo metodo sarà, quindi basato sulla capacità di osservare e di discernere; sulla propria conoscenza, intelligenza ed intuizione.

Il secondo metodo è quello della conferma effettiva tramite il “vedere” o il “sentire” il corpo di luce, il corpo astrale ed eterico e con essi i chakra corrispettivi. Oggi giorno sempre più persone stanno sviluppando doti di psicometria e chiaroveggenza e presto nessun segreto sarà più tenuto segreto. Al di la delle tante parole che si sentono e si dicono, al di là delle tante maschere che le persone si creano, sotto questo vestito di carne, ognuno di noi brilla ed irradia luce secondo la propria vera consapevolezza. Lì non esistono parole o maschere che velano, lì l’uomo appare per come realmente è! Quando le persone potranno percepirla o sentirla metteremo finalmente fine a tutti i falsi guru e tutte le false esperienze astrali, di kundalini e di channeling che la gente tanto professa come spiritualità. A quel punto come disse il Cristo: “un giorno nulla sarà nascosto e tutti i segreti saranno gridati dai tetti“. 

All’occhio del chiaroveggente o al tatto del mediatore nulla può sfuggire. Nessuno può aver innalzato la kundalini quando ancora i chakra risultano essere poco espansi o roteanti lentamente. Nessuno può averla innalzata senza che l’esternazione fisica del canale centrale eterico, il sushumna, non si sia attivato. Esistono inoltre delle reti separatorie tra un centro e l’altro che devono essere bruciate dall’espansione stessa dei chakra principali prima che il fuoco possa irrompere nel canale centrale. E questo non è che l’abc. Esiste, infatti una scienza occulta molto profonda riguardante i centri e il corpo eterico e nessuno che non possieda tale conoscenza può permettersi di “giocare” col fuoco.

Sempre più persone stanno sviluppando queste doti e presto tutti gli impostori verranno rovesciati dai loro troni. Nessuno potrà più affermare di “operare in nome della luce” o proclamarsi tale, se almeno non avrà fatto nascere il Cristo nella Grotta del Cuore, e non parlo per semplice metafora, questa affermazione ha una valenza occulta molto profonda. L’antahkarana, il ponte o (il filo d’oro) che unisce l’anima ai corpi sottili e al cervello fisico permette di far fluire l’intuizione e penetrare in una realtà che non vede più una personalità separata dall’anima e dal Tutto. La Kundalini viene risvegliata solo quando la costruzione di questo ponte è stata ultimata ed i chakra dei corpi sottili (eterico, astrale e mentale) come conseguenza siano già stati ampiamente risvegliati ed espansi. Espansione che, sottolineo, avviene per risveglio di coscienza e non concentrandosi su di essi tramite una tecnica meditativa. Espansione che avviene solo quando tutti i nodi di ignoranza e di illusione, di attaccamento e di avversione e di qualunque altra forma di annebbiamento astrale e mentale siano stati riconosciuti, compresi e trascesi.

Diffidate dunque dalle imitazioni. Ognuno di voi è il guru di se stesso. Questo è il primo compito dell’aspirante sul sentiero e del discepolo: riconoscere la propria voce interiore; allineare l’intera personalità all’anima, sublimando i vizi nelle virtù; sviluppare il discernimento spirituale; abbattere ogni barriera di separazione fra se stesso e l’anima e fra l’anima e lo Spirito così che la dualità venga trascesa per l’unità.

Questo è il lavoro che mi sono proposto di mediare ne: “Il Fiore della Vita”, riportando spesso le parole e i consigli di chi ha raggiunto quelle alte vette.

Quando l’uomo non calcherà più il sentiero ma diverrà il sentiero stesso, quando avrà messo a tacere ogni voce della personalità egoista ed egocentrica, allora potrà udire la voce che parla nel silenzio. Solo allora l’allievo sarà pronto e il Maestro apparirà.

Non cercate quindi il Se Superiore e l’identificazione con il divino nella tecnica della meditazione, questa può essere un mezzo, una via come tante, perfino quella maestra ma non è la meta. La meditazione è la strada ma raggiunta la casa, la strada è lasciata alle spalle. Il divino è in ogni piano, in ogni vibrazione, perfino nella forma ritenuta più rozza e grossolana. Lo stesso dicesi delle visioni e della kundalini, sappiate che queste arrivano naturalmente solo dopo aver raggiunto l’espansione di coscienza tale da permettere l’esperienza; l’esperienza però non è l’espressione del Se, ricordate che la vera essenza sta al là di ogni fenomeno, oltre le sensazioni oltre le percezioni, oltre l’intenzione e la coscienza stessa. Non scambiate l’esperienza per l’espressione l’una sta all’altra come la personalità sta all’Anima. L’espressione più grande per ogni essere umano è l’iniziazione ovvero l’identificazione con l’anima e successivamente con lo Spirito, la Mente Universale. Questa è la meta attuale. Ma presentazione attenzione, talvolta le visioni distolgono dal vero contatto e possono essere ingannevoli se non si sia aperto il flusso dell’intuizione pura che proviene dai piani alti dell’Anima.

Non cercate quindi neanche i fenomeni astrali e psichici come la chiaraudienza (la canalizzazione), la chiaroveggenza, la psicometria o la medianità. Questi non sono indice di spiritualità; sono solo i fiori dei poteri che possono essere utilizzati con saggezza solo operando dal piano dell’anima, altrimenti servirebbero solo a rallentare o intralciare il progresso spirituale, illudendo il discepolo di stare praticando la vera spiritualità. Concentratevi sul frutto non sul fiore, essi saranno solo una conseguenza, ed anche se non dovessero giungere comunque non sono fondamentali alla realizzazione.La verità sta oltre le parole, oltre le visioni oltre le esperienze.

Concludo, così questo articolo riportando le parole di un grande maestro di Saggezza, il Buddha Shakyamuni, in uno dei suoi discorsi:

Che non dobbiamo credere che una cosa sia vera, semplicemente perché è stata detta; né alla tradizione, perché ci è pervenuta dall’antichità; né alle opinioni in quanto tali; né agli scritti dei saggi, solo perché sono stati scritti da essi; né alle immaginazioni che si suppongono ispirate da un Deva (ossia presunte ispirazioni spirituali); né alle deduzioni tratte da qualche assunzione fatta a caso; né a ciò che sembra una necessità analogica; né per la pura autorità dei nostri istruttori o maestri. Ma dobbiamo credere quando lo scritto, la dottrina o il detto sono corroborati dalla nostra ragione e dalla nostra esperienza. Per questo io vi ho insegnato a non credere semplicemente perché avete udito, ma quando la vostra stessa coscienza vi dice di credere, allora agite di conseguenza e senza riserve”. (H.P.B. – “La Dottrina Segreta, Vol. III” – Edizioni Teosofiche Italiane).

Chiunque vorrà approfondire l’argomento potrà leggere l’anteprima del libro e scaricarlo gratuitamente a questo indirizzo: Il Fiore della Vita.

 

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